Sao Luis: la testimonianza di Suor Lindalva

Suor Lindalva, delle suore della Redenzione di Sao Luis in Brasile, offre la sua testimonianza missionaria durante la Veglia di Preghiera che si è tenuta in Cattedrale a Senigallia sabato 20 ottobre, in occasione della Giornata Missionaria Mondiale 2018.

 

 

Sulle Strade del Mondo 2018

A Mondolfo, domenica 7 ottobre, Riccardo, Gioele, Martina, Giada, Pietro, Luca e Jessica hanno condiviso la loro esperienza di missione in Brasile, India, Costa d’Avorio, Argentina e Cile.

Riviviamo le loro testimonianze nel video dell’incontro.

 

I primi giorni di Martina in Uganda

Martina Spadoni, di Passo Ripe e giovane membra del nostro CMD, condivide con noi i suoi primi giorni di missione in Uganda.

 

Cari amici,

vi scrivo da Gulu, una calda città del Nord Uganda, dove la vita sembra scorrere serena, sotto il cocente sole africano e il rumore dei boda bodas che circolano rapidi nelle strade della città, strade sempre affollate di persone, di vite e di volti che amano vivere la socialità fuori dalle proprie case, proprio nella strada che diventa luogo di incontro e di condivisione. 
Sono approdata qui circa due settimane fa, o meglio, sono atterrata ad Entebbe e dopo un lungo viaggio in macchina, sono finalmente arrivata alla “Saint Monica School”. 
La folle idea di trascorrere due mesi in questa scuola è nata dal desiderio di condurre una ricerca sulle ex bambine soldato, fenomeno che ha colpito in particolar modo il Nord Uganda nei suoi lunghi anni di guerra, terminata nel 2006, e che sarà oggetto della mia tesi di laurea.
È in questo scenario che, a partire dal 1987, ha preso vita il “Lord’s Resistance Army”, un gruppo ribelle di matrice cristiana, guidato da Joseph Kony, che ha lasciato dietro di sé la folle eredità di trentamila morti, centomila minori schiavizzati come baby soldato e oltre due milioni di profughi.

È in questo dramma che ha brillato l’azione di una piccola grande donna, Rosemary Nyirumbe, religiosa ugandese, inserita tra le 100 personalità più influenti nel mondo secondo “Time Magazine” nel 2014 e nominata eroe dell’anno da CNN nel 2007, che ha dedicato tutte le sue forze per sostenere le vittime delle violenze dell’Lra, in particolare le ragazze sequestrate, brutalizzate e fatte schiave sessuali dei miliziani, bambine innocenti e poi donne rese strumenti di morte nelle foreste dell’Africa. Queste ragazze hanno vissuto un dramma più grande della guerra, che è stato quello di un post guerra in cui si sono trovate di fronte ad una battaglia quotidiana con i propri sensi di colpa, in una società in cui nessuno sembrava essere disposto a prendersene cura, considerate ormai scarti da gettare via o potenziali assassine. 
Questo desiderio è nato dall’incontro con suor Rosemary lo scorso Ottobre al festival della Missione a Brescia ed è stato sostenuto poi dalla mia università, ma sicuramente guidato, lasciatemelo dire, dal filo rosso della Provvidenza, che ha messo sul mio cammino tutto ciò di cui avevo bisogno per avverare questo piccolo grande sogno nel cassetto e che mi ha donato la fede e il coraggio necessari per buttarmi in questa nuova avventura.

Bene, oggi posso dirvi che, nonostante le difficoltà iniziali che ho dovuto affrontare, la gratitudine per essere qui è tanta, e tutto ciò che sto vivendo sta allargando il mio cuore più di quanto potessi immaginare.

I primi giorni non sono stati affatto facili, sono necessari una buona dose di tempo e pazienza per imparare a vivere tra ragni, pipistrelli e topi, temporali notturni e docce fredde, immersi in un mondo e in una cultura completamente differenti, in cui nessuno parla la tua lingua e in cui non capisci bene come muoverti o che cosa fare. Questo luogo ora sta diventando per me sempre più famigliare e ogni giorno che passa mi accorgo di sentirmi sempre più al posto giusto. La prima settimana ho potuto gustare appieno l’accoglienza e il calore dei bambini dell’asilo, che, nel mio smarrimento iniziale, mi hanno fatta sentire da subito a casa. Non ho parole per descrivere la capacità che hanno avuto di volermi bene fin dal primo istante, dal primo sguardo, senza bisogno di nessuna spiegazione. Ho potuto sperimentare la bellezza della Messa domenicale, in cui canti, danze e abiti colorati mi hanno testimoniato un Dio della gioia che danza e fa festa con il suo popolo.
La seconda settimana ho iniziato a dedicarmi alle ricerche per la tesi e a frequentare le lezioni del corso di cucito con le ragazze della “Saint Monica Girls’ Tailoring School”, e il tempo è volato. Tra un pausa e l’altra ovviamente non può mancare un giro in altalena o un tiro a pallone con i bambini. Sto affrontando tante mie paure… tranne quella dei tacchini e delle galline, da loro giro ancora molto alla larga. 

Un affettuoso saluto da molto lontano… anche da parte degli amici tacchini!

A presto, Martina.

Per saperne di più su Suor Rosemary Nyirumbe

Una giornata in missione

Una “ordinaria” giornata di missione: potremmo forse definire così la giornata che dalla Costa d’Avorio condivide con noi Carla. Certo è che di ordinario per le nostre (comode) abitudini c’è ben poco.

 

La nostra giornata inizia con la sveglia alle 4:30: si va a Bouake, e ci aspettano 4 ore circa di strada, tra pista ed asfalto. Ma, ancora in piena notte, troviamo la strada sommersa dall’acqua (diluvia dalla sera prima) ed ostruita da un albero caduto. Con difficoltà ripartiamo, ma insieme al sole arriva un altro problema: rimaniamo impantanati in una piscina, e solo dopo un’ora i viaggiatori di un pulmino ci aiutano a riprendere il viaggio.

 

 

Arriviamo a Bouake con 1:30 circa di ritardo, carichiamo i medicinali e facciamo spesa. Dopo tutti gli acquisti nella Toyota non entra più nemmeno uno spillo.

 

 

Ripartiamo alle 19, quando è già notte fonda, andando piano perché il carico è tanto e prezioso. Lungo la strada soccorriamo un anziano caduto dalla bicicletta (incosciente e sanguinante), poi troviamo un mezzo per trasportarlo ad un centro sanitario (per fortuna non lontano).

C’è ancora tanta, troppa strada: decidiamo di dormire alla missione di Marandallah. Cena, messa e finalmente un letto, dove riposare prima di ripartire per Dianra.

Un saluto da Dianra

Carla Paccoia, nostra cara amica dell’equipe del Centro Missionario di Senigallia, ci invia un saluto all’arrivo a Dianra, in Costa d’Avorio, dove è tornata per trascorrere qualche mese nella missione di Padre Matteo Pettinari.

 

Carissimi e carissime tutti,

dopo ore di volo, km di jeep su strada e su pista di terra rossa, sotto un diluvio d’acqua, tuoni e fulmini (ma qui erano felici perché l’acqua mancava da novembre ed io che l’ho portata sono una benedizione!), sono finalmente arrivata e ritornata a Dianra, nel nord della Costa d’Avorio, nella missione affidata alla Consolata, dove vive il nostro Matteo Pettinari.

Con gioia ho rivisto persone e luoghi a me molto cari che mi sono entrati nel cuore fin dal primo giorno dell’ agosto di due anni fa. L’affetto ricevuto ed il sorriso dei bimbi hanno subito cancellato la fatica del viaggio.

Adesso mi sto inserendo nelle varie, quotidiane attività della missione con il mio francese scolastico che migliora lentamente e con la certezza di vedere ogni giorno, nella vita e nell’opera dei missionari, la costante tenerezza di Dio verso i nostri fratelli africani.

Sento il vostro sostegno e so di essere qui anche a nome vostro. Continuate ad accompagnare i miei passi con la vostra preghiera.

A presto, Carla.

Il viaggio di Jessica e Luca

Una giovane coppia della Diocesi di Senigallia racconta la propria esperienza missionaria vissuta con le Suore della Redenzione a Fortaleza e Sao Luis in Brasile.

Ciao a tutti siamo Jessica e Luca, una coppia di fidanzati di Mondolfo, Diocesi di Senigallia, che da sette anni vivono un cammino di fede bello e concreto. Cerchiamo nel nostro piccolo e nella nostra quotidianità di affidare il nostro rapporto al Signore e di confidare in Lui, accettando la Sua Volontà nella nostra vita con Amore e Fiducia. Abbiamo avuto la grazia di vivere lo scorso Dicembre 2017 un’esperienza Missionaria in Brasile. Luca già da anni coltivava nel cuore questo desiderio: andare a far visita alle persone che vivono in situazioni di difficoltà e di povertà. Mentre in Jessica ha sempre prevalso la paura e il timore di allontanarsi da casa, nonostante la curiosità e la voglia di “mettersi in gioco” spogliandosi delle proprie certezze.

Un giorno, parlando con una Signora del nostro paese (Marta), che a sua volta aveva vissuto delle esperienze missionarie a Cuba e in Perù, ci ha informato che presto la Diocesi avrebbe organizzato degli incontri di formazione per prepararsi sul valore della Missione, incontri finalizzati poi a vivere un’esperienza concreta. Alcuni mesi dopo il Diacono della nostra Parrocchia, ora Vice Parroco del Duomo di Senigallia, Don Andrea Falcinelli, ci ha messo al corrente che sarebbero iniziati questi incontri di formazione con cadenza mensile. Questi incontri sono stati tenuti da Don Andrea stesso e altre persone (tra cui Francesca Angeletti, responsabile del progetto Coloriamo La Vita) che a loro volta hanno vissuto un’esperienza così bella e forte. A partecipare sette ragazzi tra cui noi.
Gli incontri erano organizzati in questo modo: si partiva da un brano del Vangelo, a seguire catechesi e momento di condivisione. I temi trattati parlavano di un Gesù sempre in cammino, che incontra, che viene e che va.
Missione è un’esperienza di deserto, di essenzialità. Ti mette a nudo, ti conduce a ciò che sei e ti permette di incontrare Dio nell’altro e Dio in te stesso, nelle tue paure e fragilità.
LA MISSIONE NON E’ UN UN’ESPERIENZA DI SERVIZIO, DI VOLONTARIATO, DI CAMPO DI LAVORO MA E’ UN MODO DI VIVERE, DI ESSERE NEL MONDO.

Partire è anzitutto aprirci agli altri, scoprirli, farci loro incontro; aprirci alle idee, comprese quelle contrarie alle nostre, significa avere il fiato di un buon camminatore… Un buon camminatore si preoccupa dei compagni scoraggiati e stanchi. Intuisce il momento in cui cominciano a disperare. Li prende dove li trova. Li ascolta, con intelligenza e delicatezza, soprattutto con Amore, ridà coraggio e gusto per il cammino…
Dopo i primi incontri, bellissimi e di vera scoperta verso questa nuova realtà, ci sono state proposte le diverse mete:
Dianra, Costa d’Avorio (dove lo stesso Don Andrea ha vissuto un’esperienza Missionaria), Perù, con il progetto Mato Grosso, Brasile (Fortaleza, Sao Luis). E’ nata in noi, sin da subito, la curiosità e l’interesse verso quest’ultima meta.
Più gli incontri andavano avanti, più le paure e i timori hanno lasciato spazio alla gioia e alla voglia di partire, di aprire il nostro cuore al prossimo, di dare la nostra fiducia più totale al Signore, di credere in Lui e lasciarci trasportare.

La Nostra esperienza Missionaria è iniziata il 4 dicembre, dove siamo arrivati a Fortaleza (città della regione Nordest del Brasile, capitale dello Stato del Ceará), dopodiché, con un volo interno, il 12 dicembre ci siamo spostati a Sao Luis, nello Stato del Maranhao. In Brasile siamo stati accolti dalle Suore della Redenzione. Le suore si dedicano al recupero spirituale e umano delle ex prostitute, all’assistenza a detenuti ed ex detenuti, tossicodipendenti e madri nubili e ad altre opere di prevenzione e promozione umana. Oltre che in Italia, sono attive in Brasile, India e Perù.
Alla fine del 2008 la congregazione contava 155 religiose in 28 case.

La prima cosa che colpisce è sicuramente il calore e l’Amore con cui siamo stati accolti: ci siamo sin da subito sentiti come a casa. Ci hanno fatto sentire parte della loro famiglia. A Fortaleza ricordiamo in particolare Suor Gabriella, con cui sin dall’Italia, prima di partire, abbiamo preso contatto. Ci hanno coinvolto in tutte le loro attività: dalla visita alle carceri, ai corsi organizzati per i ragazzi. Corsi di ballo, di chitarra, di canto, di cucito… dove veramente cercano con la loro semplicità e il loro grande impegno di donare a queste persone un’alternativa alla violenza; di aiutare le ragazze a costruirsi un futuro professionale. Ciò che fanno, la dedizione che hanno verso il prossimo riempie il cuore di una profonda gioia, ci fa riflettere sul nostro modo di agire. Ci hanno coinvolto in tutto, ci hanno fatto sentire parte integrante della loro famiglia e di questo gliene saremo sempre grati.

È sicuramente difficile vedere e accettare la povertà e le condizioni in cui queste popolazioni vivono; cose che per noi sono scontate, banali a cui non diamo importanza per loro sarebbero un Tesoro immenso! Ecco… uno dei sentimenti più grandi che abbiamo portato in Italia è questa sensazione di gratitudine, di Ringraziamento anche per le piccole cose che abbiamo. Nulla è scontato, tutto è Dono del Signore.

A Sao Luis, dove appunto ci siamo trasferiti martedì 12, ad attenderci cinque Suore. Tre di loro vivono nella casa in cui anche noi siamo stati accolti mentre altre due nella Casa di Formazione che dista solamente pochi metri. È proprio qui che è nato il PROGETTO COLORIAMO LA VITA (Promovendo a Vida). Anche qui un’accoglienza grandiosa. Portiamo nel nostro cuore le attività svolte insieme, i momenti dei pasti, le ore di comunità e di conoscenza, l’entusiasmo e l’interesse che hanno mostrato verso le nostre persone e i nostri vissuti. Quanto Amore abbiamo ricevuto!

Abbiamo vissuto con loro momenti intensi come la visita alle Carceri, in cui puoi incontrare persone sole, abbandonate e così dispiaciute ma anche così desiderose di riscattarsi, di riprendere in mano la loro vita. Quando le Suore entrano in questi atri dove i detenuti trascorrono i loro momenti di “pausa, svago” portano veramente un profumo di Misericordia, una Gioia del Perdono, portano a loro l’Amore del Signore; fanno loro capire che non sono soli, ma il Signore è li. E tutto questo si percepisce dallo sguardo dei detenuti mentre ascoltano le Suore parlare. Le Suore a Sao Luis organizzano anch’esse corsi di cucito e ricamo per le Ragazze e le Signore e corsi di pittura per i più piccoli, il cui ricavato aiuta loro a portare avanti le loro attività. Hanno veramente dei grandi doni, nelle loro mani sono racchiusi dei grandi Tesori… hanno una grande delicatezza e mettono tanta passione in tutto ciò che fanno.
Le abbiamo accompagnate a far visita alle comunità, abbiamo condiviso con le popolazioni celebrazioni eucaristiche… che belli i momenti di canto, insieme a Lodare e Ringraziare. Un’unica voce verso un unico Padre.

A distanza di qualche mese, ripensando a questi momenti veniamo colpiti da grande nostalgia e altrettanta voglia di riorganizzare la prossima partenza. Desideriamo tornare soprattutto in qualità di famiglia Cristiana, per portare nella nostra Piccola Chiesa Domestica questa immensa gioia. Ciò che il Signore aspetta è il nostro SI.
Seguitemi, vi conduco io, in questo viaggio (La Vita) che vi porta un po’ più lontano… Tutto ciò per scoprire un tesoro più grande, per riscoprire la fede. Grazie al Signore che ci ha permesso di vivere questa bellissima esperienza, grazie alle Suore che ci hanno accolto e per l’Amore che ci hanno donato, alle popolazioni che ci hanno manifestato la loro felicità nell’averci conosciuto, grazie a Francesca che ci ha seguito e aiutato nel realizzare questo nostro desiderio.
“Dona, perché hai tutto ciò che serve al prossimo… Ama, perché l’Amore è l’unica cosa che ti riempirà la vita”
Madre Teresa di Calcutta

Alla prossima esperienza!

Jessica e Luca

Da www.coloriamolavita.com

Un pezzetto di Dianra qui con noi

Dal 25 Febbraio al 15 Aprile abbiamo avuto la fortuna di avere nostro ospite Patrice Kouman Kouadio, dal villaggio di Dianra in Costa d’Avorio, parrocchiano di padre Matteo Pettinari nonché catechista e membro attivo nella realtà locale. E’ venuto in Italia per via di un occhio gravemente malato e lo scorso 6 marzo è stato operato nell’ospedale di Torrette di Ancona. Tutto è andato bene.

Ospite in casa Pettinari, dai genitori e zii di p. Matteo, in questo breve periodo di tempo qui ha avuto modo di assaporare e conoscere un po’ di quell’Italia di cui prima aveva solo sentito parlare.

Patrice, 54 anni, sposato, con sei figli, è un uomo davvero in gamba: lavora nell’ Ivoire Coton (fabbrica del cotone di Dianra), si è sempre impegnato in parrocchia, come catechista e membro di una comunità di base, ma non solo. L’abbiamo conosciuto e incontrato in questi giorni tra Chiaravalle, Monte San Vito e Senigallia, nelle parrocchie dove è stato invitato e nelle case di chi lo ha accolto anche solo per due parole o un pasto insieme. Averlo tra noi è stata una splendida occasione per conoscere più da vicino la realtà di Dianra e anche per conoscere meglio noi stessi, guardandoci attraverso lo sguardo limpido di Patrice. -Siamo come il giorno e la notte- ha detto più volte, riguardo a quanto siano diverse le nostre case, le nostre abitudini, le nostre vite… Ma l’Italia -c’est très jolie!- Ai suoi occhi tanto, di ciò che abbiamo, è bello: il paesaggio naturale, il cibo, l’asfalto che ci fa raggiungere facilmente le persone, la varietà di piante e fiori, l’accoglienza che ci caratterizza.

Mentre camminiamo insieme tra le vie del centro storico di Senigallia, noto che la Rocca Roveresca, il foro Annonario, le varie piazze e fontane non l’hanno conquistato. Osserva però con attenzione le vetrine di tanti negozi e nel suo volto leggo insieme stupore e disagio. Gli chiedo allora: -Patrice, cosa pensi?

-Tutto questo è opera dell’uomo. Il mare, invece, è opera di Dio: è per questo che è più bello.-

Ci dirigiamo poi verso il Duomo e lì entriamo. Questo luogo sì, gli è piaciuto molto: -Ogni chiesa è bella!- e lo dice a me che invece tante volte trovo certe chiese più buie e brutte di altre e lì mi fermo col mio giudizio, come se una bella preghiera dipendesse da una bella chiesa. Certo, il luogo e l’arte aiutano in questo, ma oggi Patrice m’insegna che ciò che conta è solo l’animo.

Grazie Patrice di aver camminato un po’ con noi, ci hai ricordato quanto le nostre vite siano ricche di possibilità e ricchezze, ci hai portato il tuo esempio di semplicità e umiltà e ci hai dato modo di vedere la realtà con un paio d’occhiali un peu different.

Chi l’avrebbe mai detto: un ivoriano con problemi di vista che ci mostra come VEDERE le cose! 😉

A presto, à bientôt!

Giorgia, Donatella e Carla del CMD di Senigallia

La chiesa più grande

Gioele e Martina hanno vissuto le vacanze di Natale a Dianra, Costa d’Avorio, nelle comunità parrocchiali di padre Matteo.

Le vacanze di Natale quest’anno sono passate ancora più velocemente del solito, sarà che in Africa, in Costa d’Avorio più precisamente, il tempo scorre in un modo tutto suo. Io e Martina abbiamo ricevuto questo grande dono: di poter condividere la vita di ogni giorno con la gente del posto. Niente di più semplice e arricchente allo stesso tempo!
Solo svuotandoci di noi stessi, delle nostre regole, delle nostre idee e delle nostre tradizioni siamo stati in grado di farci accogliere. E proprio lì una volta svuotati abbiamo incontrato gli ivoriani, la loro accoglienza, il loro modo di celebrare il natale e le altre feste, i loro cibi e a volte anche le loro sofferenze. Siamo stati per circa un mese tra la polvere rossa dei villaggi del nord passando spesso da Dianra a Dianra Village, fino ad arrivare a volte anche nei più distanti, ma magici villaggi di Marandallah e Sonozo.

La parrocchia di Dianra è stato il nostro “campo base” o qualcosa di più simile ad una seconda casa, in cui siamo stati accolti con amore materno da tutti i parrocchiani. È qui che abbiamo festeggiato il Natale e avuto modo di visitare le persone nelle loro case nell’intimità della sera, sperimentando ancora una volta quella dolce accoglienza.

Un’altra seconda casa e luogo di mille meraviglie è stata per noi la nuova chiesa in costruzione di Dianra Village. È forse questo il luogo in cui ho lasciato una grande parte del mio cuore. Nel nostro piccolo abbiamo contribuito alle
decorazione della nuova chiesa, aiutando il piastrellista Abù nel posizionamento del mosaico all’ingresso della navata centrale. Ciò che mi ha particolarmente colpito del tempo passato nella nuova chiesa è che la parrocchia è un punto
d’incontro molto importante. Un via e vai continuo di uomini, bambini e donne dai vestiti colorati, sono passati o per un semplice saluto o per portarci qualche banana o qualche bibita, cosa che per noi potrebbe sembrare un gesto molto semplice, ma che ricevuti dalle loro mani, assumono un grandissimo valore.

Questo viaggio, in conclusione, è stato per me come riaprire gli occhi alla luce di un nuovo giorno, dopo tanto tempo di oscurità. Sono riuscito finalmente a vivere con i miei sensi quest’Africa tanto raccontata, tanto sfruttata e stereotipata. Ho trovato tanta vita, tanta gioia, tanta quotidianità, ma purtroppo anche tante, forse troppe, ingiustizie. È un mondo che non si spegne mai e che ci piaccia o no continua frenetico a compiere il suo corso. Ringrazio i padri della Consolata che ci hanno accolto e permesso di vivere così a pieno questa esperienza, in modo
particolare il nostro Padre Matteo Pettinari che ci ha guidato alla scoperta del nord della Costa d’Avorio.

Gioele

 

Potrei definire questa esperienza con mille bellissime parole, ma poche racchiuderebbero la varietà di ciò che abbiamo vissuto, pertanto la descriverò come una “continua scoperta”. Non sapevo cosa avrei trovato a più di 4000 km di distanza da casa, non avevo certezze né aspettative, ma solo desideri e buone intenzioni: vivere pienamente ogni momento. Con questa speranza nel cuore siamo atterrati ad Abidjan, e la missione non ha esitato a darci il benvenuto. Ancora prima di lasciarci l’aeroporto alle spalle abbiamo fatto nostra la prima regola “siate pronti all’imprevisto”. Era solo l’inizio, perché nei 30 giorni successivi, passati in terra ivoriana, il bagaglio di partenza si
è arricchito di un tesoro di cui ora, più che mai, riscopro il valore. Ho scoperto lingue e tradizioni nuove, toccato mani indurite dal faticoso lavoro, visto volti di bambini e anziani con la luce negli occhi. Ho conosciuto persone fantastiche. Ho scoperto la bellezza dell’accoglienza e di chiedersi “Come va?”.

Ho sperimentato la soddisfazione di aver creato qualcosa di bello per loro, partendo da semplici mattonelle colorate, qualcosa che possa renderli orgogliosi della loro chiesa. Ho provato ammirazione vedendo come diverse religioni
riescono a convivere e integrarsi. Ho riscoperto il valore del Natale e l’importanza di fermarsi a riflettere sul tempo passato per affrontare al meglio l’anno che verrà. Ho scoperto che è bello partire alla ricerca di un nuovo mondo, vedere da un’altra prospettiva la quotidianità che hai lasciato e ritornare per continuare a vivere “nuovamente”.

Martina

Da “La Voce Misena” del 18 Gennaio 2018.

Veglia Missionaria 2017 – Video

Riviviamo la Veglia Missionaria di sabato 21 ottobre 2017, in Cattedrale a Senigallia, presieduta dal Vescovo Franco (qui il momento dell’omelia) e con la bella testimonianza di Giuseppe e Sonia sull’esperienza missionaria della loro famiglia in Cina (qui il momento della testimonianza).

Sulle Strade del Mondo 2017 – Video

Domenica 8 ottobre, ad Ostra, Pietro, Martina, Eva, Laura, Filippo, Enea, Pietro e Roberta hanno condiviso la loro esperienza di missione in Uganda, Bolivia, Costa d’Avorio, Egitto, Perù e Tanzania.

Riviviamo le loro testimonianze nel video dell’incontro.